Questi valori collidono con quanto invece stimato dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti per il quale il vento sarebbe in grado di fornire il 20% dell'elettricità della nazione e sufficiente a spostare il 50% del consumo di gas naturale e il 18% dell'uso del carbone entro il 2030.
Alla luce dei dati reali il Rapporto considera tale obiettivo molto elevato e raggiungibile solamente in relazione a condizioni importanti. I presupposti per un’alta produzione di energia eolica vanno dai miglioramenti nella tecnologia delle turbine, ad una riduzione generica dei costi, da nuove linee di trasmissione ad un aumento di cinque volte il ritmo delle installazioni delle turbine eoliche.
Allo stato di fatto tutto ciò si traduce in una sconfortante conclusione: il vento non dà i vantaggi promessi; non riesce ad essere un’abbondante fonte di energia; non riduce la dipendenza da fossili nè le emissioni di CO2, non è gratis né a buon mercato e, per finire, non produce guadagno.
I sostenitori dell'energia verde hanno esagerato la capacità di energia eolica. Le convinzioni secondo cui l’eolico può trasformarsi in un’alternativa pulita e gratuita al carbone sono assai fuorvianti e ciò deriva soprattutto dal fatto che il vento è instabile perché intermittente, tanto da causare uno slittamento dallo 0 al 50% di prodotto, mentre l’energia deve essere immediatamente disponibile giorno e notte per soddisfare la domanda.
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